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Prime Esperienze

AMARE O PERDONARE


di Grande_Bruno
16.02.2026    |    1.190    |    0 6.0
"… Ma tu sei tu: dopo quella volta, mi hai tradito con Lidia, la nostra vicina di casa e con Giovanna, una sconosciuta..."
Questo sarà il mio penultimo racconto, nel quale trascrivo la lettera di Elena, in risposta alla mia richiesta (vedi il racconto LETTERA AL MIO AMORE):


Caro BRUNO

… Ho letto la tua lettera e ho avuto conferma di quello che avevo sempre sospettato.

Nonostante la mia età, ho un corpo ancora ben tornito con un seno che ha sopportato due gravidanze, ma ancora abbastanza sodo. Il pube quasi sempre coperto da una rada peluria scura, che curo molto spesso in modo che formi un piccolo triangolo o un rettangolo, a seconda del tipo di slip che devo indossare, più o meno sgambati… Molti apprezzano la mia parte più tonda, il mio culo… che per molto tempo me lo hai consumato, con tutte le tue palpate insaziabili che mi hanno accarezzano incessantemente. Come hai già detto tu, purtroppo non sempre la fortuna o il destino, gioca a nostro favore e così, dopo circa 15 anni di matrimonio e con due splendide figlie, venni colpita da questo maledetto disturbo che ha distrutto la mia anima.
Aspettavo la notte anche se dormivo pochissimo ed ogni piccola difficoltà era per me una cosa insormontabile. Ad aggravare il contesto era che tu non volevi vedere che la persona al tuo fianco era cambiata a causa di questa malattia e vedevi in me una persona sulla quale non potevi fare più affidamento Questa situazione ha destabilizzato la nostra famiglia ed avrei voluto volatilizzarmi in quel momento anche se sapevo che avrei dovuto reagire. Mi sentivo un peso per la famiglia stessa ed inoltre sono stata costretta a lasciare anche il mio lavoro. Era assurdo avere come unico desiderio il volersi lasciare andare. I farmaci che prendevo mi rincretinivano e la mia vita assomigliava alle montagne russe, passando da vertigini di ottimismo, attività estrema e inconcludente, certezze assolute e invincibili, a baratri di disperazione, assenza di energia e terrore di vivere. In entrambi i casi, e per ragioni evidentemente opposte, i rapporti sociali, l’efficienza lavorativa e l’armonia familiare sono scossi e spesso distrutti, fino a farmi arrivare a credere che i malesseri della mia vita siano stati causati da te perché mi accusavi di essere diventata «improvvisamente» euforica, invadente, prepotente, disinibita e, dal momento che non mi rendevo conto del mio stato, il tuo comportamento inappropriato ci ha portato a incomprensioni e litigi che hanno compromesso il nostro rapporto.

… Poi in quel famoso mese di maggio del 2011, proprio quando non ti ricercavo più sessualmente da parecchio... forse troppo… tempo, fosti proprio tu che, per ravvivare il nostro menage matrimoniale, mi convincesti ad introdurre novità e sorprese, cominciando a concentrarci sui piccoli gesti quotidiani, sulla cura di noi stesso e sulla riscoperta della gioia condivisa per nutrire la connessione, mantenere viva la passione e rafforzare il legame nel tempo. Sei stato tu a fantasticare per primo su un incontro a tre, a patto però che la prima volta sarebbe stata con un’altra donna. Scelsi allora la mia amica Alice che, pur non conoscendoti, fu entusiasta di incontrarci in un posto dove saremmo potuti andare e dove non ci avrebbero chiesto i documenti. Ovviamente, per non farle sapere che il maschio eri tu, Alice sarebbe stata bendata, denudata e sdraiata supina sul letto, con una grossa benda che le copriva gli occhi.
Io non avevo mai manifestato intenzioni bisex, così fosti tu ad andare verso Alice per baciarla profondamente, mentre ero eccitatissima per la novità della situazione ed ovviamente anche pronta a rinunciare a tutto, se solo Alice me lo avesse chiesto.
Ti vedevo mentre scendevi con una mano verso le cosce di Alice per poi toccarle dolcemente la figa, già bagnata dei suoi umori. Alice mi chiedeva cosa stesse succedendo ed io le risposi di rilassarsi, sdraiandomi al suo fianco, mentre tu cominciasti a leccarla lentamente, passando ed infilando la lingua tra le sue grandi labbra. Ogni tanto le chiedevi «ti piace» e lei annuiva e gemeva, mentre io ti tenevo il cazzo per poi prenderlo in bocca e farti un dolce pompino. Improvvisamente lasciasti Alice ed entrasti nella mia figa in un sol colpo, mentre ero già bagnatissima e aperta, cominciando a sbattermi, pronunciando il nostro solito nostro colorito linguaggio, in cui io mi chiedevi che cosa volessi ed io ti rispondevo che volevo essere sborrata nella figa e dopo prendermelo in bocca. Poi ti venni sopra e mi infilai tutto il cazzo in figa, mentre cominciasti a toccarmi il clitoride e con l’altra mano mi strizzavi i seni. Non volevo che venissi, perché dovevamo far partecipare al gioco Alice, così mi spostai e posai la figa sulla bocca di Alice, che immediatamente cominciò a leccarmela furiosamente, sfogando così la sua eccitazione. Per un attimo rimasi perplessa, perché non mi era mai successo prima di essere baciata sulla figa da una donna, ma poi mi piacque molto. Tu intanto cominciasti a leccare i capezzoli di Alice per poi posizionarti in mezzo alle sue gambe, cominciando a sditalinarla furiosamente, leccando le piccole labbra, poi il clitoride. Alice venne prestissimo e sentii il suo corpo vibrare mentre inarcava la schiena, in preda all’estasi.
Mi facesti mettere a pecora con la faccia sulla figa di Alice e volli ricambiare il piacere che lei mi aveva provocato. Tu intanto ti mettesti dietro di me per scoparmi in figa mentre con i miei umori sulle dita cercavi di allargarmi il buco del culo. Infilasti prima un dito poi un altro ed infine, bagnando il pollice, infilasti anche quello. Pur gemendo forte, piacere e dolore si mischiavano e, quando togliesti il cazzo dalla figa, per introdurlo di forza nel buchetto, ebbi una smorfia di dolore, ma continuavo a leccare Alice, con maggiore foga. Dopo una lunga pompata ebbi un orgasmo violento e ti sentii venirmi nel culo, inondando il mio intestino con un fiotto caldo di sborra e Alice venire nella mia bocca.
Alice cominciò a succhiare il tuo cazzo per ripulirlo dalla sborra grondante e rimasi di sasso quando ti vidi mettere carponi Alice per prenderla da dietro, stantuffandole forte il cazzo in figa. Lei venne subito e l’orgasmo le salì immediatamente, accasciandosi sul letto. Ero talmente eccitata che montai sul tuo cazzo che scivolò facilmente nella mia figa fradicia e venni quasi subito urlando ed accasciandomi su di te.
Dopo l’incontro a tre con Alice, dovevamo organizzare un incontro a tre con un uomo e più volte avevamo fantasticato su questa cosa, senza fare mai dei nomi. Infine la scelta ricadde su Roberto, il marito di Eleonora (citato già nei racconti «INASPETTATAMENTE IN TRE», «ANCORA IN TRE», «IL RITORNO DEL TRIO» e, «LA MIA COPPIA PREFERITA»). Ovviamente, nel caso in cui Roberto avesse accettato, avrebbe dovuto partecipare da solo senza la moglie. Inizialmente Roberto restò di sasso, imbarazzato dalla richiesta, ma poi, accettò.
Il luogo dell’incontro era lo stesso di quello con Alice e, quando entrammo nel bungalow, Roberto mi salutò. Dopo aver consumato qualche stuzzichino, mi venni a sedere accanto a te. Ricordi che cominciasti a stuzzicarmi, scoprendomi le gambe e cominciando ad accarezzarmi tra le cosce. Sfilasti pian piano le mutandine e cominciasti ad esplorare la mia figa bagnata mentre, con la coda dell’occhio, guardai Roberto. Dopo avermi fatto avere un violento orgasmo, leccandomi la figa, Roberto si avvicinò e gli presi in mano il cazzo, cominciando a segarlo, per poi inghiottirlo e fargli un furioso pompino, mentre tu mi accarezzavi sia la fica e poi i seni. Ormai il ghiaccio era rotto e provavo un po' di paura nel pensare che avrei inevitabilmente subìto una doppia penetrazione.
Quando mi facesti alzare per farmi impalare sul cazzo di Roberto che intanto si era sdraiato sul letto, cominciai a godere come una pazza, gridando «sbattimi, sbattimi forte». Sentii che stavi dietro di me con il cazzo sulla mia schiena, mentre mi strizzavi le tette e fu in quel momento che gridai «inculami, mettimelo nel culo, sborraci dentro, sfondami». Stralunai gli occhi per il dolore misto al piacere e poi entrasti tutto mentre gemevo, ansimavo e urlavo: «scopatemi tutta, riempitemi di sborra, fatemi tutto». Ormai avevate trovato un magnifico sincronismo nel stantuffarmi nella fica e nel culo ed infine ebbi un fantastico orgasmo, seguito dalla sborrata di Roberto nella mia figa e dalla tua nel mio culo. Ero piena di sborra calda e mi accasciai sul petto di Roberto, mentre tu ti sfilavi dal mio culo, sicuramente oscenamente dilatato e grondante di sborra…

… Dopo quella prima e stupenda esperienza di threesome di due mesi prima, parlammo di quello che era successo, specie della prima tripletta con un cazzo in figa ed uno nel culo e diventai sempre più desiderosa di fare nuove esperienze. Contattasti nuovamente Roberto che conosceva Samuel, un suo collega di colore, disposto a partecipare al gioco. Quando vidi le foto del cazzo dell’uomo di colore, di 25 cm per 20 di circonferenza, rimasi stupita e mi bagnai già tutta, al solo pensiero di essere sfondata da quel cazzo così grande. Non ero certa che sarei riuscita anche a prenderlo nel culo per quanto era spaventosamente grande.
Scopare con te, con Samuel e con Roberto, mi stava facendo diventare una vacca, alla quale piaceva farsi sfondare sia la figa che il culo e che ormai erano slabbrati. Impazzivo a fare pompini con l’ingoio per la felicità dei porci alla quale cedevo come una troia…
Ripensando a quando facevamo sesso come una normale moglie ed a quando, dopo quegli incontri, il tuo cazzo sguazzava dentro la figa, decisi di prenderci una pausa da quegli incontri di gruppo e continuare con la nostra vita «normale». Tra alti e bassi, da quel giorno abbiamo trovato la maniera di rimettere a posto le cose, migliorando soprattutto anche il nostro modo di scopare che per noi, nel nostro rapporto, è sempre stata una cosa importantissima, anche se ho nove anni meno di te ed hai più di 10 kg di sovrappeso.

… Ma tu sei tu: dopo quella volta, mi hai tradito con Lidia, la nostra vicina di casa e con Giovanna, una sconosciuta. Addirittura con Lilly, una tua vecchia fiamma del terzo anno delle Superiori, di cui ti eri perfino innamorato e che fortunatamente lei non ti ha più richiamato. Infine hai scopato anche con quella Marisa, la padrona della villetta in mezzo alla pineta vicino casa nostra. Capisco che la mia malattia abbia creato un vuoto tra di noi e che il sesso non è riuscito a colmare, ma improvvisamente mi sono ritrovata tra le mani la tua lettera… L’ho letta e riletta tante volte e ho pianto… l’ho stretta al mio petto ed ho ripensato ai nostri primi anni di matrimonio. Eravamo tanto felici… e ho pianto…

… Ora tu vuoi sapere la mia risposta alla tua lettera. Ebbene, la saprai al più presto.

Tua Elena.

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